Le incisioni rupestri di Akka
Non lontano dall’Oasi di Tata, la località più calda del Marocco, dove le donne indossano gli abiti tradizionali più sfarzosi ed eleganti di tutto il sud, le rive degli “ouad” – ricchissime di fossili - ospitano anche graffiti stupefacenti per quantità e per varietà di soggetti.
Si tratta principalmente di animali che popolavano questa terra prima della desertificazione: bovini, antilopi, giraffe, elefanti, rinoceronti, coccodrilli…ma anche di simboli più antichi e universali, come il mitico labirinto che si collega alle civiltà precolombiane, a Creta, alla Valcamonica e ci fa vagheggiare il mistero di Atlantide.




Akka – Marocco - labirinto figure analoghe da tutto il mondo

La città di Atlantide incisione della Valcamonica

Akka – Marocco Akka – Marocco
“Triplice cinta/Filetto” – «Uno dei simboli tradizionali più interessanti e suggestivi
è chiamato – per la sua forma – «triplice cinta» o anche «filetto» (da cui l’omonimo
gioco). Tre quadrati concentrici, con quattro segmenti che uniscono i punti mediani dei
lati […]
la pianta di Atlantide
Lo schema è antichissimo. Secondo Platone, la capitale di Atlantide aveva la stessa
struttura, ma con cinte circolari.
Un tracciato che ritroviamo nelle civiltà preistoriche e megalitiche, triplice è la pianta
druidica come le mura dei celti . Nella Bibbia sono raffigurati i tre cortili cinti da pietre
del Tempio di Salomone (I Re, 7,12); ma anche la Gerusalemme Celeste con dodici
porte (Apocalisse, 21) mostra il medesimo fondamento. Nel medioevo lo ritroviamo
a base delle Cattedrali (Amiens, Somme ecc.) edificate dai Templari. Il simbolo ha
significati numerosi e complessi.
Richiama l’idea del centro sacro e anche dei tre livelli essenziali della realtà e dei
tre gradi d’iniziazione. Inoltre, la versione quadrata «terrestre» rimanda a quella
circolare «celeste» (Volta Stellata, Cupola o Cielo interiore dell’iniziato, n.d.r.),
la quale a sua volta rimanda al Principio divino. Come è accaduto per altri antichi
simboli, anche questo è stato trasformato in gioco, che oggi troviamo sul rovescio
delle scacchiere. Il suo nome comune è «filetto», ma a volte è chiamato mulinello
o tavola a mulino, smerelli (dal latino merellus, pedina), oppure (dal numero tre)
trex, tria, tris ecc. Una versione molto semplificata è quella – popolarissima e già
descritta persino da Ovidio – che si gioca disegnando una minuscola scacchiera di
nove caselle».
